Il testo “Tracce d’eternità” inserito come consiglio di lettura nel dossier della mostra “Teotihuacan la città degli déi”

Mi piace condividere con gli utenti questa bella notizia: il mio libro Tracce d’eternità (Edizioni Cerchio della Luna, 2009 ) è stato indicato (unico
testo di autore italiano) dallo Scaffale d’arte (biblioteca specializzata nell’editoria
internazionale d’arte per ragazzi, con monografie di artisti, percorsi di
storia dell’arte, albi illustrati, libri di esperienze, cataloghi, saggi) come
consiglio di lettura nell’ambito del laboratorio d’arte inerente l’importante
mostra “Teotihuacan, la città degli déi(http://www.palazzoesposizioni.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=410&explicit=SI) in programma dal 9 novembre 2010
al 27 febbraio 2011 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
E’ possibile procedere al download del Dossier della mostra a questo indirizzo http://www.palazzoesposizioni.it/mediacenter/api/Risorse/StreamAttributoMedia.aspx?guid=0FF9B97C-20AF-4149-9E45-ABBAF0691D08; il libro Tracce d’eternità è citato a pag.14. La mostra “Teotihuacan, la città degli dei” presenta la storia, l’arte e la cultura di questo importante centro culturale del Mesoamerica, con un incredibile comparto espositivo della civiltà precolombiana: infatti, per la prima volta, giungono dal Messico 15 frammenti di pitture murali, grazie alla disponibilità dell’INAH (l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico). In Tracce d’eternità (tuttora disponibile per l’acquisto sul sito http://www.cerchiodellaluna.it/TRACCE%20D’ETERNITA’.htm) ho dedicato un capitolo a Teotihuacan e nella circostanza scrivevo tra l’altro che “…Il mistero principale di questa città è insito nelle sue origini, infatti non siamo in grado di dire chi abbia costruito Teotihuacan, che sorse all’improvviso nel 200 a.C. come centro religioso, prendendo il posto di Cuicuilco, distante pochi chilometri. Sappiamo per certo che gli Aztechi, una popolazione nomade che proveniva dall’area pueblo e che si insediò nella valle del Messico nel I° Millennio d.C. scoprirono il luogo quando questo era in rovina da centinaia d’anni. Fu in ogni caso questo popolo a dare il nome alla località, dalla quale, in ogni caso, traspira un chiaro influsso degli Olmechi. Teotihuacan significa, nella lingua nauhatl degli Aztechi, “La dimora degli dei” o “La città dove nascono gli dei”. Secondo il mito, la città fu costruita nella cosiddetta età del Quinto Sole, spiritualmente considerata l’era del movimento, la stessa alla quale apparteniamo e che dovrebbe terminare, secondo il calendario dei Maya, nel 2012“.

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